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ALBERT-FRANCOIS  DE  MORE, CONTE  DI  PONTGIBAUD, DIVENTATO IN EMIGRAZIONE JOSEPH LABROSSE, NEGOZIANTE (10e parte e fine)

• Oscar de Incontrera, lo « scopritore » di Labrosse

Se ai giorni nostri Joseph Labrosse è conosciuto, cio’ lo dobbiamo essenzialmente alle ricerche istancabili del triestino Oscar de Incontrera (1903-1970). Al di là del signor Labrosse, le ricerche di questo eccellente storico « dilettante » su certe personalità francesi che hanno soggiornato a Trieste e nella sua regione, restano, oggi ancora, fondamentali.

Oscar de Incontrera è nato a trieste nel 1903 ed è morto nella sua città natale nel 1970. I suoi antenati spagnoli si erano stabiliti in Sicilia all’inizio del XVIIIe  secolo e poi, nel 1846, a Trieste. Il suo nonno Giovanni aveva fatto parte della corte di Massimiliano d’Austria (1832-1867), che aveva costruito a Trieste la sua residenza, il straordinario castello di Miramare ; Giovanni lo aveva pure seguito nel Messico all’occasione della sua spedizione catastrofica. Di questo passato familiare, de Incontrera aveva ereditato una sensibilità legittimista a cui è rimasto sempre fedele, e che a volte scaturisce in maniera flagrante dai suoi scritti, senza tuttavia alterare mai sul fondo il rigore delle sue ricerche. Un solo esempio : descrivendo la seconda moglie di Joseph Fouché, la giovane e affascinante Ernestine Castellane-Majastre che l’aveva accompagnato nel suo esilio a Trieste, ecco cosa scrive su di lei : « questa Castellane degenerata si era avvilita sposando un Fouché » (!). E’ a causa della sua fedeltà al ricordo dei Borboni di Francia e di Spagna e della sua ostilità viscerale alla Repubblica Francese, che aveva rifiutato la Légion d’Honneur che il suo amico  René Dollot, console di Francia a Trieste e storico, avrebbe voluto attribuirgli. Impiegato delle celebri Assicurazioni Generali (la cui sede centrale è a Trieste), de Incontrera ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca storica, pubblicando a vent’anni il suo primo articolo, uno studio sulla basilica  di San Giusto, e i due ultimi l’anno stesso della sua morte. Era uno dei membri più illustri della  Società di Minerva, società storica e culturale fondata nel 1810 dall’erudito Domenico Rossetti e ancora esistente e attiva ai giorni nostri.

De Incontrera era pure molto impegnato nella vita della sua città, ed ebbe in questa veste un ruolo di primo piano nella salvaguardia di certi monumenti minacciati, come pure nelle operazioni che permisero, dopo la prima guerra mondiale, il ritorno delle spoglie reali di  Charles X e dei suoi prossimi nel convento di Castagnavizza, vicino a Gorizia (oggi in Slovenia).

E’ assolutamente impossibile ricordare qui, anche brevemente, l’insieme dei suoi studi, sempre caratterizzati dalla ricerca di fonti inedite. Tuttavia, per i lettori francesi, mi sembra importante citarne più particolarmente alcuni :

– Joseph Fouché, esiliato e morto a Trieste il 26 dicembre 1820, sepolto nella cripta della cattedrale di San Giusto ; le sue spoglie saranno esumate e trasportate à Ferrière-en-Brie (Seine-et-Marne, Francia) nel 1875. Avevo studiato questa documentazione per la redazione del mio libro L’exil et la mort de Joseph Fouché – entre mensonge romanesque et vérité historique, edizioni Anovi, 2007.

– I napoleonidi a Trieste, e specialmente Jérôme (Gerolamo) Bonaparte, Elisa Bonaparte (morta il 7 agosto 1820 nella sua casa di campagna a Villa Vicentina) e Caroline Murat.

– Chateaubriand, aveva soggiornato nella città dal 29 al 31 luglio 1806 : in questa occasione, si era recato sulla tomba di « Mesdames de France » (le sorelle di Louis XV, morte in esilio a Trieste nel 1799 et 1800), nella cattedrale di San Giusto, ricordo che racconterà più tardi in maniera commovente nelle Mémoires d’Outre Tombe.

Il quaderno di grammatica latina del Dauphin (Louis XVII), conservata nella Biblioteca Civica della ville, che era stato la proprietà delle sue zie, « Mesdames de France« .

– Le tombe reali nel convento di Castagnavizza (Gorizia), fra le quali figurano quelle di : Charles X, suo figlio Louis-Antoine, Henri d’Artois conte di Chambord, Marie-Thérèse de France duchessa d’Angoulème etc.

Stendhal, consul de France à Trieste en 1831.

Napoléon : son séjour à Trieste du 29 et 30 avril 1797.

Quando il giovane de Incontrera comincia a interessarsi al conte di Pontgibaud, diventato in emigrazione Joseph Labrosse, questo personaggio è quasi dimenticato, nessun studio serio esisteva all’epoca su di lui. All’inizio, all’età di quindici anni, de Incontrera è attirato dalla sua pietra tombale, che si trovava in uno stato di grande degradazione, appoggiata a una facciata laterale della cattedrale di San Giusto. Le sue ricerche meticolose negli archivi della città, completate da un soggiorno al castello Dauphin à Pontgibaud, nel Puy-de-Dôme (Francia), dove potè studiare la ricca corrispondenza di questa famiglia dell’aristocrazia dell’Auvergne, gli permisero di tracciare il percorso allo stesso tempo eccezzionale ed emblematico di questo personaggio, in gioventu’ moschettiere del re di Francia, e diventato in emigrazione, per la forza delle cose ma sopratutto per il suo talento, uno dei più ricchi e influenti uomini d’affari di Trieste. Ne tirerà una serie di articoli, pubblicati fra il 1954 e il 1964 nel bollettino della Società di Minerva,  l’Archeografo Triestino [1]. Nel 2014, sono stati tradotti in francese da Hugues de Warren e riuniti in due volumi di 380 e 476 pagine con il titolo « Joseph Labrosse, comte de Pontgibaud, et les exilés français de Trieste ».

L’essenziale di questo « feuilleton » storico, che ho pubblicato su questo blog josephfoucheetsontemps.com, è tratto dalle ricerche effettuate da de Incontrera, una vera « saga » la cui lettura è appassionante ma anche istruttiva, nonostante soffra di qualche carenza di metodo, sopratutto per cio’ che riguarda la rarità delle referenze dei documenti sfruttati. Mi sono limitato a completarle con delle ricerche personali che figurano, essenzialmente, nelle note, l’introduzione e le conclusioni.

Un’ultima cosa. Nel 2020, si commemorerà contemporaneamente il bicentenario della morte di  Joseph Fouché e il cinquantesimo anniversario della morte di Oscar de Incontrera. Questi due personaggi erano certo molto differenti e anche, politicamente, assolutamente ostili, ma finalmente legati l’uno all’altro dal loro soggiorno in questa città strana, accogliente e cosmopolita che è Trieste. Fouché ha, incontestabilmente, un debito verso lo storico triestino, che ha passato la sua vita a ricostruire gli ultimi mesi dell’esistenza di questo statista esiliato. Joseph Fouché e Oscar De Incontrera  meriterebbero, l’uno e l’altro, che nel 2020 si installino a Trieste delle targhe che permetterebbero di ricordarli ; l’uno e l’altro, ormai, appartengono alla Storia.

Per la realizzazione di questo progetto, sono già in contatto con la Società di Minerva, che ringrazio qui per il suo ascolto particolarmente attento.

Grazie a tutti d’aver seguito questo « feuilleton storico » e di restare fedeli al nostro blog.

Julien Sapori

(Fine)

[1] De Incotrera (Oscar), Archeografo Triestino, « Giuseppe Labrosse e gli emigrati francesi a Trieste », n° 881, 894, 905, 917, 931, 936, 948, 959 ; 570 pagine al totale.

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